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STORIA


PER RICORDARE UNA GRANDE GARA


Si può tranquillamente dire che i motori e l’automobilismo sportivo sono di casa nel Biellese, anche se oggi non tutti ricordano che Biella è stata, per ben due anni, sede di una gara di Formula 1, che qui si è corsa, fin dagli anni ‘20, una fra le più belle classiche della salita e che uno dei più importanti rally italiani è stato il biellesissimo “Rally della Lana”.
La sede del Raci, oggi Automobile Club di BiellaMerita però di essere ricordato anche il locale Automobile Club, uno dei più antichi d’Italia. Fu fondato, da un gruppo d’appassionati “ante litteram”, il 16 febbraio 1913, quando a Biella c’erano “solo” 177 vetture; e il primo “atto sportivo” di questi appassionati fu donare una coppa alla Biella-Oropa motociclistica, che era nata giusto l’anno prima.
Un'immagine della Biella-Oropa motociclisticaBen presto si decise di organizzare qualcosa anche per le quattro ruote e poco ci mancò che il progetto di una gara di velocità sull’impegnativo percorso Biella-Pettinengo-Mosso-Strona-Cossato-Biella divenisse realtà. Fu la data prescelta, però, a fermare i sogni degli appassionati biellesi: il 9 settembre 1915, infatti, l’Italia intera aveva ben altro da pensare che a una gara automobilistica!
Fu tre anni dopo la fine del primo conflitto mondiale che l’idea si concretizzò. Nel 1921, infatti, sempre per iniziativa dell’Automobile Club di Biella, fu organizzata la prima edizione della Biella-Oropa automobilistica, che andò così ad affiancare l’analoga competizione motociclistica (che, nel frattempo, era arrivata alla sesta edizione). Vinse il pilota Domenico Gamboni, su di una Diatto 3000, che salì al Santuario a una media di 56,49 chilometri orari.
Il pilota Carlo Felice TrossiLa seconda edizione si corse alcuni anni più tardi, nel 1924, quando il tempo migliore fu segnato da Gastone Gastaldetti, su Fast 3000. Dopo altri quattro anni, sulla strada del Santuario si tornò a correre, questa volta con l’intenzione di far crescere e soprattutto durare la gara. Nel 1928 vinse Luigi Marinoni, su Ansaldo 2000, nel 1929 e nel 1930 Roberto Tabarini, su Alfa Romeo 1750, nel 1931 il campione biellese Antonio Brivio, anche lui su Alfa Romeo 1750, imitato l’anno successivo dall’amico-rivale Carlo Felice Trossi; che, con la sua Alfa Romeo 2300, raggiunse il Santuario con la media record di 72,951 chilometri orari.
L'arrivo del Circuito di BiellaPoi la gara subì un altro stop, probabilmente anche perché la macchina organizzativa dell’Automobile Club di Biella era tutta concentrata nell’organizzazione delle due edizioni del “Circuito Automobilistico di Biella”, corse il 2 settembre 1934 (vittoria di Carlo Felice Trossi) e il 9 giugno 1935 (vittoria di Tazio Nuvolari).
Di Biella-Oropa si tornò a parlare nel 1938, quando si disputò l’ottava edizione, vinta da Guido Ramella su di una Lancia Aprilia. La nona, corsa l’anno successivo, fu l’ultima prima del secondo conflitto mondiale ma anche la prima delle cinque vittorie consecutive dellospettacolare pilota biellese Giovanni Bracco, anche lui in gara, in quell’occasione, con una Lancia Aprilia.
Otto anni più tardi Bracco concesse il bis, togliendosi anche la soddisfazione di soffiare a Trossi il record della gara, che resisteva dal 1932. Con la sua Delage 3000 salì infatti al Santuario alla media 76,434 chilometri orari. Non si fermò qui: l’anno successivo, alla guida di una Maserati A6 GCS 2000, siglò il suo record personale (che resterà imbattuto fino al 1988!), vincendo alla media di 78,581 chilometri orari.
La Maserati A6 GCS di Giovanni BraccoUna curiosa immagine del pilota biellese Giovanni Bracco“Giuanin” Bracco (così lo chiamavano amici e tifosi) chiuse ancora al primo posto le edizioni del 1949 (nuovamente su Maserati A6 GCS) e del 1953 (su Lancia GT 2500) ed è così, nell’albo d’oro della gara, il pilota che ha ottenuto il maggior numero di vittorie assolute, consecutive e non.
In anni più recenti, sempre per iniziativa dell’Automobile Club di Biella, la Biella-Oropa è diventata “terreno di battaglia” di specialisti delle salite come Maurizio Roasio, vincitore nel 1988, nel 1990 e nel 1995 e Mauro Nesti, primo assoluto negli anni 1991, 1992, 1993 e 1996.
Va ricordato che Roasio, alla guida di una Osella PA 12, stabilì nel 1988 il nuovo record della gara, salendo alla media di 100,84 chilometri orari; ma anche che l’anno successivo, il record tornò in mani biellesi: la piovosa edizione del 1989 fu infatti vinta da Mario Giorgio, su Lancia Delta S4, alla media di 103,082 chilometri orari.
Meglio di lui ha poi fatto, negli anni successivi, il grande Mario Nesti, attuale detentore del record della gara: 119,107 chilometri orari di media, ottenuti nel 1991 alla guida di una Osella BMW PA 12.
Com’è noto la Biella-Oropa, che era arrivata in quegli anni ad avere risonanza europea oltre alle importantissime validità per il Campionato Italiano e la Coppa Italia della Montagna (superando anche la débâcle del 1994, quando fu sospesa per un improvviso e francamente improbabile “pericolo frane”) si è corsa per l’ultima volta nel 1997, quando a vincere fu Mirco Savoldi, su di una Lucchini P1/97M.
Ora è la volta dell’edizione 2010: una rievocazione non competitiva voluta da BMT Eventi, in collaborazione con l’Automobile Club di Biella, non per correre ma ricordare una grande gare del passato.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Massimo Gioggia
 
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